Decorso clinico
Nella AD vi è una graduale riduzione delle abilità cognitive che interferisce con il normale svolgimento delle attività lavorative e/o sociali e può anche associarsi ad alterazioni comportamentali. Nelle fasi più avanzate vengono perdute le abilità di scrittura, lettura e denominazione e si determina una progressiva, “gerarchica” compromissione della capacità di svolgere le attività della vita quotidiana, con le azioni più complesse perse più precocemente e quelle più basilari conservate fino alla fase intermedia della malattia. La valutazione della autonomia funzionale assume notevole importanza, sia come requisito diagnostico, che per la stadiazione della malattia (vedi tabella), risultando particolarmente rilevante negli stadi terminali della malattia quando le valutazioni neuropsicologiche non sono più effettuabili. Una particolare importanza va posta sulle alterazioni comportamentali (allucinazioni, deliri di gelosia, agitazione, aggressività, misidentificazione e depressione). Studi recenti hanno riportato che le alterazioni comportamentali possono essere presenti dalle fasi iniziali della malattia a quelle terminali, con un probaile picco di frequenza nelle fasi intermedie della malattia.
Infine, nelle fasi terminali possono insorgere disturbi motori come difficoltà nella postura (a mantenere la stazione eretta o la posizione seduta), difficoltà nella masticazione e deglutizione. Tali alterazioni sarebbero anche la causa delle frequenti problematiche ‘internistiche’ che insorgono nelle fasi terminali (polmoniti ab ingestis, deperimento fisico, infezioni delle vie urinarie, ecc) che infine portano il paziente alla morte.
| Stadi iniziali |
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| Stadi intermedi |
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| Stadi terminali |
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