Clinica
La progressiva degenerazione dei
neuroni, delle sinapsi e dei sistemi di neurotrasmissione comporta il declino
delle capacità cognitive. Si comincia con perdite della memoria di recente
acquisizione per poi proseguire con la perdita di altre facoltà come quella di
orientamento e riconoscimento del luogo in cui ci si trova, di ragionamento
astratto, compresa la capità di usare
i numeri.
I primi sintomi della malattia possono essere confusi con i normali segni dell’invecchiamento, come per es., la smemoratezza (vedi tabella per i segni/sintomi precoci).
| Dimenticanze |
| Disorientamento spaziale e temporale |
| Problemi linguistici - Anomia |
| Diminuzione delle capacità di giudizio |
| Difficoltà di ragionamento astratto |
| Perdere le cose |
| Cambiamenti repentini del tono dell'umore |
| Cambiamenti di personalità |
| Perdita di iniziativa |
Inoltre, il paziente tipicamente compie qualche errore banale ed inspiegabile: dimentica un impegno importante, perde la strada tornando a casa, rivolge la parola a persone che non conosce. Non ricorda più dove vanno posti gli oggetti in casa, si mostra in imbarazzo di fronte ad attività comuni e quotidiane che egli non riesce più a gestire.
A quadro conclamato della malattia i segni più frequenti e più caratteristici della demenza di Alzheimer possono essere riassunti nel seguente modo:
- incapacità di controllare le risposte emotive;
- perdita della memoria a lungo termine in forma progressiva e pervasiva;
- confusione e disorientamento spazio temporale;
- frequente ripetizione delle domande;
- incapacità di ritrovare le proprie cose, nascoste in luoghi poco usuali;
- agitazione, inquietudine e nervosismo;
- motricità afinalistica, detta anche vagabondaggio;
- allontanamento da casa non riconoscendola come propria;
- perdita dell’orientamento anche nelle vicinanze della propria casa;
- mancato riconoscimento dei famigliari anche più stretti;
- stanchezza, distacco, tristezza o depressione;
- segni di tensione eccessiva, di irritabilità ed aggressività;
- ideazione paranoica, interpretativa e delirante nei confronti di tutti;
- allucinazioni per lo più visive e uditive;
- desiderio di andare dai propri genitori (soprattutto la mamma);
- perdita della coordinazione nei movimenti complessi e poco abituali.
La progressione dei sintomi riflette in parte la degenerazione delle cellule cerebrali. L'andamento della malattia è piuttosto lento e, in media, l'evoluzione dalla fase iniziale a quella finale dura da quattro a dieci anni, anche se le variazioni individuali possono essere piuttosto ampie, oscillando dai due ai venti anni.